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L'economia dell'isola si svolge nei settori standard del mezzogiorno italiano, con l'assenza di complessi industriali: siderurgici, petrolchimici, tessili e meccanici. Gli unici impianti presenti sono quelli per la trasformazione dell'uva e la molitura delle olive.
La proprietà terriera è formata da piccoli appezzamenti di terra, dislocati in varie posizioni geografiche e climatiche. I terreni siti in prossimità della costa o del lago, per effetto del calore residuo sulla superficie acquea, sono più primaticci, al confronto di quelli ubicati in collina. (Agli inizi del mese di luglio possiamo gustare l'ottimo zibibbo della Martingana, mentre, quello di Muegen è ancora immaturo).
Pantelleria: prevalentemente coltivata a vigneto e capperi; dopo gli anni ottanta ha subito un lento declino. La produzione annua di oltre trecento mila quintali d'uva si è ridotta ad appena trenta mila. La produzione di capperi che negli anni settanta ottanta, era di oltre dieci mila quintali, s'è ridotta a poco più di un migliaio di quintali annui.
Ciò è dovuto oltre ad un'errata politica economica che: a portato squilibrio pecuniario nel rapporto quantità lavoro-guadagno; anche ad una diversificazione dei ruoli occupazionali nella comunità isolana.
In questi ultimi anni la popolazione isolana svolge le sue prestazioni lavorative in diversi settori oltre a quello agricolo e vitivinicolo: commerciale, alberghiero, edilizia, servizi, corpi dello Stato, attività marinare e ricreative.
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