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Verso la fine degli anni settanta, il turismo, un nuovo tipo d'economia si radica nell'isola sconvolgendo in modo corretto, l'ambiente socio economico della popolazione indigena.
Lo stato di benessere nazionale, porta gli italiani ad effettuare periodi di vacanze alla scoperta delle bellezze italiane. Pantelleria diventa meta preferita della borghesia italiana che, inizia a
comprare dammusi e ristrutturarli, come meta estiva, per distrarsi dalla routine quotidiana delle grandi cittā. I panteschi iniziano ad abbandonare i loro piccoli appezzamenti di terreno
per dedicarsi all'opera manifatturiera della muratura. Inizia un lento declino dell'attivitā agricola per realizzare un nuovo mondo economico imprenditoriale. Nascono nuovi alberghi e residence.
Contemporaneamente: privati ristrutturano le pertinenze delle loro abitazioni, ampliano stalle e dammusi agricoli che, prima servivano come ripari durante il lavoro dei campi, in modo da poter ospitare i villeggianti.
Il settore del turismo pone Pantelleria ai primi posti come bellezza naturale tra le
mete ambite dagli italiani. L'attrazione principale č il mare, sempre pulito e trasparente, la costa con le piccole cale dove ci si puō soffermare ad ammirare le spettacolari grotte. Le acque termali sorgono un po' dovunque: Gadir, Sateria, Scauri Nicā, nel lago di Venere
che: oltre all'acqua tarmale si puō beneficiare dei fanghi terapeutici e miracolosi.
Il paesaggio montano, offre parecchie possibilitā d'escursioni. Montagna grande, Favare, coni vulcanici, la sauna naturale di Beniculā presso Sibā. Resti preistorici come i sesi, le tombe bizantine; lunghe passeggiate nel verde della campagna.
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